| La pena di morte è la più
assurda e crudele delle sentenze. Eppure, secondo Amnesty
International, sono state 2.148 le esecuzioni capitali di
cui si è avuta notizia nel solo 2005, e almeno 5 mila
nel 2006 secondo il rapporto sulla pena capitale del gruppo
italiano Nessuno tocchi Caino -- delle quali il 97 per cento
in Cina, Iran, Arabia Saudita e Stati Uniti. Ancor più
grave, i governi che ancora applicano la pena capitale, mandano
a morte prevalentemente i più fragili e i poveri, e
in modo sempre più allarmante, i malati di mente e
i minori.
Circa 122 paesi nel mondo hanno abolito o posto una moratoria
su questa pratica inumana. L’anno scorso, 81 stati membri,
fra questi l’Italia, hanno chiesto all’Alto Commissario
Onu per i Diritti Umani, una risoluzione per l’abolizione
o la sospensione universale delle esecuzioni capitali. Nonostante
gli accordi internazionali abbiano posto severe restrizioni,
e addirittura vietato la pena di morte, la sua applicazione
non è ancora considerata una violazione del diritto
internazionale. Ma le pressioni sui governi per fermare questa
pratica irreversibile sono sempre più forti, in particolare
da quando l’applicazione di nuove tecnologie, come il
test del DNA, ha dimostrato che alcuni fra i condannati a
morte sono innocenti.
L’IPS sostiene il dibattito su questo tema. |