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Rio+20: L’economia è già verde
Sabina Zaccaro intervista CORRADO CLINI, il ministro dell’Ambiente italiano

ROMA, 11 giugno 2012 (IPS) - Mentre i governi tentano invano di raggiungere un accordo sul piano d’azione per Rio+20, il summit sullo sviluppo sostenibile che si aprirà in Brasile la prossima settimana e che discuterà di economia verde e obiettivi condivisi per uno sviluppo sostenibile, l’economia reale sta già diventando verde, secondo il ministro dell’ambiente italiano Corrado Clini.

   
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Ministero dell'Ambiente italiano
Foto: Ministero dell'Ambiente italiano

È molto difficile per i governi che hanno interessi e priorità molto differenti stabilire un comune approccio allo sviluppo sostenibile, e questo è il motivo per cui le negoziazioni sul documento finale vanno avanti così a rilento, ha detto Clini a IPS.

L’ultimo meeting della Commissione Preparatoria per completare il piano d’azione per la conferenza della prossima settimana non è riuscito ad arrivare a un accordo. Le prossime, ultime tre sessioni della Commissione si terranno dal 13 al 15 giugno.

Ma mentre la politica tenta con fatica di avvicinarsi ad un nuovo modello di sviluppo ecologico e convergere su un’agenda comune, gli investimenti nazionali sulle energie rinnovabili e l’efficacia dell’energia sono già presenti e in rapida crescita.

Clini ha dichiarato che una delle aspettative più realistiche è che Rio+20 “sappia riflettere la tendenza globale già in corso”.

D: Come spiega la discrepanza tra le mosse della politica e quelle dell’economia?

R: I governi giungeranno ad un accordo debole, ma la società civile e le imprese private stanno progredendo rapidamente verso standard più sostenibili. La qualità dei prodotti sul mercato - come lampadine, automobili, caldaie ed ora persino materiali edilizi - si sta avvicinando a standard comuni che rispettano l’ambiente. Questo vale anche per le economie emergenti, in cui gli standard ambientali sono più alti.

La grande aspettativa dopo la prima conferenza di Rio nel 1992 era che l’economia avrebbe incorporato la sostenibilità. Nel corso degli ultimi venti anni abbiamo visto che questo non si è verificato dal punto di vista politico, mentre le tecnologie hanno compiuto enormi progressi. La tecnologia e la politica sono due aree che viaggiano in parallelo secondo modi e tempi diversi.

D: Vede qualche possibilità di convergenza tra queste due aree?

R: Ci sono delle combinazioni interessanti. Queste si verificano quando la politica recepisce un progresso che è già avvenuto. La politica dell’Unione europea su sistemi di illuminazione più efficienti è un esempio di come viene assorbita un’evoluzione tecnologica già consolidata. Tale fenomeno si sta verificando anche in Cina, dove il governo sta sfruttando al massimo le tecnologie esistenti.

Quindi si ha la combinazione di ciò che nel mercato è già maturo con politiche che rendono possibile il progresso. Questo dovrebbe essere il nostro obiettivo, ed è quello che stiamo già cercando di fare con i biocarburanti a livello globale. È un processo complesso, ma interessante.

D: La Coalizione Italiana contro la Povertà (GCAP), che comprende più di 70 organizzazioni della società civile, chiede ai leader mondiali di mettere sullo stesso piano la green economy e una distribuzione equa delle risorse. È possibile?

R: Questo è l’ambizioso obiettivo chiamato ‘inclusive green growth’. L’Unione Europea è impegnata in questo approccio inclusivo che, molti anni fa, veniva chiamato il ‘nuovo ordine mondiale’.

La risposta non può, certamente, venire dalla conferenza di Rio. Rio+20 ci fornirà una lista aggiornata dei problemi, non le soluzioni ad essi. L’Unione Europea ha le sue proposte, ma non necessariamente tutti i membri dei Paesi condividono questi punti di vista.

D: Quali sono le sue aspettative per la conferenza della prossima settimana?

R: I risultati politici di Rio+20 sono abbastanza prevedibili. Ma c’è speranza per altri aspetti.

La conferenza di Rio può essere importante per l’Europa, che ha bisogno di costruire nuove alleanze globali con i paesi emergenti, come la Cina, che si sta muovendo verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Il Brasile, con le sue risorse fossili, può anch’esso rappresentare un alleato fondamentale negli sforzi per promuovere una crescita economica che preservi le risorse naturali.

Questa settimana il commissario europeo per l’ambiente (Janez Potočnik) ha lanciato la piattaforma europea sull’efficienza nell’impiego delle risorse (European Resource Efficiency Platform per offrire consigli sulle misure per incoraggiare l’economia europea verso un sentiero di crescita più sostenibile. Il compito principale della piattaforma sarà di determinare come raggiungere gli obiettivi stabiliti nel piano d’azione della Commissione europea per un’Europa efficiente dal punto di vista delle risorse, tra questi la questione della separazione dell’utilizzo delle risorse e il suo impatto in conseguenza della crescita economica.

L’efficienza delle risorse è una questione fondamentale per una crescita sostenibile e inclusiva. Penso che Rio+20 potrebbe dare all’Unione Europea il coraggio di cui ha bisogno per continuare su questa strada.

Infine, nuovi protagonisti della società civile nei Paesi in via di sviluppo potrebbero emergere e acquisire una visibilità globale. Penso che la società civile nei Paesi emergenti otterrebbe grandi benefici da questo.©IPS (FINE/2012)

Diritti riservati. Articolo liberamente consultabile.
Se siete interessati alla pubblicazione, scrivete a: fbuffo@ips.org 

 

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