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Editoriale
Un'azione congiunta per un mondo privo di armi nucleari
Daisaku Ikeda

TOKYO, Apr, 2015 (IPS) - Alla fine di aprile si aprirà a New York la Conferenza del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). E quest’anno, in cui ricorre il settantesimo anniversario dei bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki, mi voglio unire al coro di chi chiede con urgenza un impegno serio e progressi concreti verso la realizzazione di un mondo privo di armi nucleari.

   
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Daisaku Ikeda, filosofo buddista giapponese e costruttore di pace, è presidente del movimento buddista Soka Gakkai International (SGI) (www.sgi.org)
Foto: Seikyo Shimbun

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una svolta importante nel dibattito intorno al nucleare, che ha portato, lo scorso ottobre, più dell’80 percento degli Stati membri delle Nazioni Unite a manifestare il proprio sostegno per una dichiarazione congiunta sulle conseguenze umanitarie delle armi nucleari, sottolineando la volontà comune che queste armi non vengano mai utilizzate, in nessuna circostanza.

Ancora, la Terza Conferenza sull’impatto umanitario delle armi nucleari, tenutasi a Vienna nel dicembre 2014, ha visto per la prima volta la partecipazione di paesi dotati di nucleare - Stati Uniti e Gran Bretagna – che hanno riconosciuto l’esistenza di un dibattito complesso sulla questione.

Per riuscire a sbloccare l’attuale impasse, penso che occorra tornare a mettere l’accento sulla fondamentale disumanità delle armi nucleari, con tutta la portata del loro impatto. A partire da qui, dobbiamo riformulare nuove misure per garantire che nessun paese o individuo sia mai più costretto a subire i danni irreparabili causati dalle armi nucleari.

In tal senso, vorrei proporre due iniziative concrete: la prima è creare una nuova struttura istituzionale basata sul TNP, una specifica commissione incaricata del disarmo nucleare:

Sollecito i capi di governo di quanti più Stati possibile a prendere parte alla Conferenza di revisione di quest’anno, e a partecipare al Forum nel quale verranno condivisi i risultati delle conferenze internazionali sull’impatto umanitario delle armi nucleari.

Dal momento che i membri del TNP, in occasione della Conferenza di revisione del 2010, hanno espresso la loro preoccupazione per i catastrofici effetti umanitari derivanti dall’uso delle armi nucleari, mi auguro che tutti i capi di governo o delle delegazioni nazionali coglieranno l’occasione dell’incontro di quest’anno per presentare i loro rispettivi piani d’azione atti ad impedire tali conseguenze.

Infine, in base all’“inequivocabile proposito espresso dagli Stati dotati di nucleare di raggiungere la totale eliminazione dei loro arsenali nucleari in vista del pieno disarmo”, ribadito alla Conferenza del 2010, propongo di creare una “commissione del TNP per il disarmo” come organismo ausiliario del TNP, per assicurare un pieno e solerte adempimento a questo impegno.

La seconda iniziativa che voglio proporre riguarda la creazione di una piattaforma di negoziati per arrivare ad uno strumento legale che proibisca le armi nucleari:

La creazione di una tale piattaforma dovrebbe basarsi su una attenta valutazione dei risultati della Conferenza di revisione del TNP di quest’anno, e potrebbe ispirarsi alla risoluzione dell’Assemblea Generale del 2013 che chiede di convocare una conferenza internazionale di alto livello delle Nazioni Unite sul disarmo nucleare non oltre il 2018. Propongo di convocarla nel 2016, per avviare il processo di elaborazione di un nuovo trattato.

Spero vivamente che il Giappone lavorerà con altri paesi e con la società civile per accelerare il processo di eliminazione delle armi nucleari dal nostro pianeta.

Ad agosto 2015 si terrà a Hiroshima una Conferenza dell’Onu sul disarmo. A novembre, sempre a Hiroshima, è previsto anche un Forum per le vittime del nucleare, e nello stesso mese a Nagasaki una conferenza annuale del Pugwash.

Si sta inoltre programmando un Vertice mondiale della gioventù per l’abolizione delle armi nucleari a Hiroshima per la fine di agosto, in un’iniziativa congiunta della Soka Gakkai International (SGI) con altri gruppi. La mia speranza è che al Vertice venga adottata una dichiarazione dei giovani in cui si chiede di porre fine all’era del nucleare, che serva da supporto per promuovere una maggiore solidarietà tra i giovani di tutto il mondo, a sostegno di un trattato che proibisca queste armi.

Alla Conferenza di Vienna dello scorso dicembre, il governo austriaco ha chiesto di cooperare con tutti i principali attori per raggiungere l’obiettivo di un mondo senza nucleare.

Nello stesso spirito, insieme ai rappresentanti di organizzazioni di altre fedi religiose, la SGI ha organizzato lo scorso anno incontri interreligiosi a Washington D.C. e Vienna, che hanno prodotto dichiarazioni congiunte in cui si è ribadito l’impegno dei partecipanti a lavorare insieme per un mondo privo di armi nucleari.

Il nostro futuro dipende dall’intensità e dallo spessore dell’impegno delle persone che vivono nel momento presente. Per mettere fine alla storia delle armi nucleari è fondamentale garantire che tutti gli attori – Stati, organizzazioni internazionali e società civile – si muovano insieme, lavorando con partner che condividano le stesse idee, tenendo fede al proprio impegno per raggiungere l’obiettivo di un mondo senza armi nucleari.

(Traduzione e editing a cura di Francesca Buffo)(FINE/2015)

Diritti riservati. Articolo liberamente consultabile.
Se siete interessati alla pubblicazione, scrivete a: fbuffo@ips.org 

 

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