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AMBIENTE-BRASILE
Avviata la sperimentazione del trasporto a idrogeno
Mario Osava - Tierramérica

RIO DE JANEIRO, 31 agosto 2006 (IPS) - Il Brasile si è unito ai paesi industrializzati nella corsa per l´energia a idrogeno, annunciando l'aumento di autobus pubblici che utilizzano questa fonte di energia "pulita". Tuttavia, gli esperti sostengono che i nuovi veicoli saranno commercialmente praticabili solo alla fine dei prossimi dieci anni, o più tardi.


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Nel 2007, a san Paolo e in altre città vicine saranno testati cinque autobus con cellule combustibili a idrogeno. L´esperimento di quattro anni richiede un percorso totale di un milione di chilometri. Se il test verrà superato, la flotta di autobus a idrogeno sarà ampliata da 100 a 200 mezzi.

Un progetto analogo sarà avviato il prossimo anno a Rio de Janeiro.

L´idrogeno consente la fabbricazione di veicoli più silenziosi e duraturi, e rappresenta un´alternativa interessante di fronte ai prezzi alle stelle del petrolio e alla necessità di salvaguardare l´ambiente.

L´idrogeno rappresenta "un salto nell´efficienza dal 20 al 30 per cento, rispetto ai motori a combustione esistenti, che sono inefficienti e utilizzano solo un terzo dell´energia prodotta dai combustibili liquidi", ha spiegato a Tierramérica Jayme Buarque de Hollanda, direttore generale dell´Istituto nazionale per l´efficienza energetica (Instituto Nacional de Eficiência Energética, INEE).

L´idrogeno può essere prodotto attraverso l´elettrolisi dell´acqua, del gas naturale, o dell´alcol.

Il progetto degli autobus a idrogeno di San Paolo, sostenuto dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), ha optato per l´elettrolisi, la tecnologia più semplice e più disponibile.

Il problema è l´investimento iniziale. "Il prototipo di questi veicoli costa 10 volte il prezzo di un autobus diesel", dichiara Marcio Schettino, coordinatore del progetto sviluppato da una partnership tra l´Agenzia per il trasporto urbano metropolitano di San Paolo e il Ministero delle miniere e dell´energia.

"Saranno necessari altri 15 anni prima che questa tecnologia possa competere con altri veicoli", ha ammesso Schettino in un´intervista con Tierramérica.

Rendere l'utilizzo di l´idrogeno economicamente conveniente richiede tempo. "La sua produzione (che sia dall´acqua, dal gas, o dall´alcol) è ancora molto costosa. Inoltre, vi sono problemi con il trasporto e il deposito, perché l´idrogeno è infiammabile e volatile", riferisce Antonio Nunes Junior, presidente dell´Associazione brasiliana di veicoli elettrici (Associação Brasileira do Veículo Elétrico, ABVE).

All´Università federale di Rio de Janeiro, con un progetto sviluppato da un consorzio di aziende - la compagnia petrolifera statale Petrobras, diversi produttori di autobus, e istituzioni scientifiche - verrà prodotto l´idrogeno dal gas naturale per un autobus che contano di far circolare già dal prossimo anno, vicino all´università.

L´obiettivo del progetto è "sviluppare tecnologia e ricerca", distinguendosi dagli sforzi analoghi fatti a San Paolo, che si concentrano sui test pratici degli autobus, sostiene Nunes.

Secondo Hollanda, in Brasile non ci sarebbero grosse difficoltà a produrre elettricità con l´elettrolisi, ma si potrebbe anche promettere di ottenere l´idrogeno dall´etanolo, che in questo paese viene già prodotto in quantità massicce, con elevata efficienza energetica e importanti vantaggi ambientali.

"L´energia pulita non esiste", dato che tutte le fonti producono qualche tipo di rifiuto, malgrado in diverse quantità o di tipologie differenti, sostiene Hollanda, elencando gli argomenti che esaltano l´idrogeno come fonte energetica a "inquinamento zero".

"Quello che dobbiamo fare è cercarne uno che influisca meno sull´ambiente e ricavare la soluzione più adeguata per qualunque luogo", ha aggiunto.

Per adesso, di fronte all´incertezza che circonda l´energia ad idrogeno, il Brasile sta scommettendo su veicoli elettrici ibridi.

Questa tecnologia, utilizzata già per 43 autobus che servono l´area metropolitana di San Paolo, combina la generazione di elettricità con combustibile, e batterie che accumulano l´energia non consumata in alcune fasi del viaggio e la utilizzano in altre, quando è necessaria un´accelerazione, per esempio in salita.

Gli ibridi sono una buona scelta transitoria, "perché la prospettiva sull´idrogeno non è chiara", secondo Nunes. Questi mezzi possono usare diesel, gasolina, gas naturale o etanolo, mantenendo i propri vantaggi ambientali e risparmiando combustibile, oltre a garantire vita più lunga sulla strada. Un motore elettrico può viaggiare per 1,5 milioni di chilometri, mentre quelli convenzionali iniziano a presentare problemi dopo distanze di 10 volte inferiori, ha aggiunto.

Tuttavia, riferisce Nunes, i mezzi ibridi costano dal 30 al 40 per cento in più di quelli che viaggiano con il diesel. Quel costo di acquisizione potrebbe essere compensato nel lungo raggio, risparmiando carburante, freni e altre componenti, soprattutto con gli incentivi di governo.

Norme governative più severe istituite in alcune zone degli Stati Uniti, e politiche di governo per il trasporto pubblico, potrebbero stimolare il cambiamento nella tecnologia di base del trasporto, prosegue Nunes. Una volta raggiunta una certa misura, che potrebbe abbassare i costi degli ibridi, quell´opzione potrebbe diventare competitiva, superando i limiti del mercato. (FINE/2006)

Diritti riservati. Articolo liberamente consultabile ma non riproducibile.
Se siete interessati alla pubblicazione, scrivete a: fbuffo@ips.org 

 

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